#DBlog: Il Futuro dei Saloni dell'Auto

September 2020

Ogni volta che facciamo un acquisto, grande o piccolo che sia, può nascere una battaglia. Una lotta all'ultimo sangue tra le due parti del nostro cervello, quella razionale e quella emotiva.

A volte vince la parte razionale. Quella parte del cervello che ci dice: "Se non spendi quei soldi per questa cosa, potrai usarli per delle altre" o "Non hai davvero bisogno di questo prodotto in questo momento" o anche, semplicemente, "Non puoi permettertelo".

Invece, a volte, è la parte emotiva che trionfa. Questi sono gli acquisti che facciamo non necessariamente perché abbiamo bisogno di ciò che ci viene offerto, ma perché lo vogliamo, arrivando anche a convincerci di meritare quello che stiamo comprando - se questo sia veramente vero o meno è spesso discutibile.

È un fatto accettato che le auto e le case sono generalmente il più grande investimento che la gente faccia nella sua vita e proprio questi sono i casi dove lo scontro tra ragione ed emozione può rapidamente passare da una lite da bar a un duello tra gladiatori.

Le auto in particolare possono essere la fonte di alcune delle considerazioni mentali più difficili. Questo perché mentre per alcune menti razionali un'auto è un oggetto puramente funzionale, per moltissimi appassionati l'auto è molto più di un oggetto del desiderio. È un ideale cui tendere, un acquisto da sogno alimentato da velocità, potenza e fascino.

Come costruttori di automobili, è compito di tutti noi capire se fare appello al lato razionale o emotivo dei nostri clienti.

Tradizionalmente, i saloni dell'auto sono stati uno dei modi principali con cui i produttori hanno esercitato una maggiore attrazione emotiva sui consumatori. Ma come abbiamo visto tutti, l'epidemia di COVID-19 ha cambiato rapidamente lo scenario all'inizio di quest'anno, con il Salone di Ginevra 2020 annullato all'ultimo minuto e, più recentemente, l'edizione 2021 già cancellata, dopo che la maggior parte degli espositori ha già detto che probabilmente non vi avrebbe partecipato.

Ma a parte questo, credo che i saloni dell'automobile nei loro formati tradizionali siano comunque finiti. I budget per la costruzione di uno stand per due settimane da parte delle case automobilistiche sono sproporzionati e, nel clima odierno, credo proprio che si tratti di una voce di bilancio che in molti sarebbero disposti ad annullare.

Inoltre, i media e i consumatori hanno visto i tradizionali display statici ormai per molti anni e il formato non è mai stato aggiornato.

Le aspettative della gente oggi sono molto più alte di quanto lo siano mai state. Esporre le auto nei padiglioni di una fiera semplicemente non è più sufficiente per gli appassionati, che vogliono essere stupiti, vogliono intrattenimento e, anche se penso che i lanci stampa virtuali che abbiamo visto brillantemente fare da Bentley, McLaren e Bugatti quando Ginevra è stata cancellata diventeranno più comuni, non sarà ancora abbastanza per il consumatore di oggi.

Questo perchè alcune caratteristiche dei brand automobilistici semplicemente non si adattano a un approccio puramente digitale.

Il fatto è che viviamo in un mondo reale e, mentre la proliferazione di tecnologie come il 3D e la realtà virtuale oggi disponibili certamente offrono un modo per rendere i lanci delle auto più interattivi, in ARES diamo ancora molta importanza al lato umano e fisico e alla presenza personale.

Per noi, il cliente deve poter toccare le auto, sentirle, annusarle, viverle. L'interazione è la chiave.

Così, mentre i tradizionali saloni dell'automobile come Ginevra, Parigi e Francoforte sono ormai fuori moda, eventi come il Goodwood Festival of Speed, Pebble Beach e Villa d'Este diventeranno il futuro dei saloni dell'automobile. Qui ci si può divertire con le dimostrazioni dinamiche, vedere le auto d'epoca accanto ai nuovi prodotti e sperimentare davvero tutto ciò che le aziende hanno da offrire.

Ecco perché, come azienda premium che crede veramente nella filosofia dell'interazione e dell'esperienza, ARES sarà al Salon Privé di Blenheim Palace alla fine di questo mese (23-26 settembre). Si tratta di un evento relativamente piccolo ma molto curato, che si è fatto strada nel panorama degli eventi motoristici e credo che diventerà uno dei più importanti, se non il più importante, show dell'auto in futuro.

E, cosa fondamentale, ci dà la possibilità di fare leva sul lato emotivo, un lato che già sappiamo spingere i nostri clienti all'acquisto e, allo stesso tempo, di costruire la nostra brand awareness con i media e i potenziali clienti presenti.

Nella foto: la Porsche Tapiro di ItalDesign al Salone dell'Auto di Torino del 1970

Dany Bahar - Settembre 2020